Trattati fiscali nell'ordinamento cinese
DOI:
https://doi.org/10.6092/issn.2036-3583/5597Parole chiave:
Cina, incorporazione automatica, supremazia convenzioni fiscali, paese esportatore di capitali, modello OCSE, modello ONU, rule of lawAbstract
La Cina ha implementato in un breve periodo il numero di convenzioni contro la doppia imposizione, con 100 convenzioni fiscali stipulate, due accordi per regimi fiscali differenziati ed un ulteriore accordo di natura fiscale tra la Cina continentale e Taiwan. Per un’esaustiva comprensione del sistema delle convenzioni, l’articolo si occupa delle relazioni tra diritto internazionale e legge nazionale al fine di descrivere l’effettività delle convenzioni fiscali nell’ordinamento giuridico cinese. Influenzata da una pluralità di fattori, la Cina segue la prassi internazionale in maniera flessibile. Inoltre l’assoluta supremazia delle convenzioni fiscali sulla legge nazionale è argomento fonte di dibattito. Prendendo ad esempio le convenzioni Cina-Francia e Cina-Uganda, l’articolo analizza l’impatto del modello OCSE e del modello Nazioni Unite al fine di individuare gli standard comuni nella politica fiscale cinese relativa alla stipulazione delle convenzioni. Nonostante la Cina tenda ad adottare la prospettiva di uno Stato esportatore di capitali, al fine di modificare le convenzioni precedentemente firmate e di firmarne di nuove, il modello di convenzione cinese è un mix tra il modello OCSE e quello delle Nazioni Unite, dal momento che la rapida crescita dell’economia non è l’unico fattore determinante. In conclusione, considerando le riforme ancora in corso, l’autore prevede significativi mutamenti per il futuro sviluppo delle convenzioni fiscali, soprattutto in tema di effettività.
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2015 Seast
Copyrights © Studi Tributari Europei / Seast.
This journal is licensed under a Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License (full legal code).
See also our Open Access Policy.